HOME accoglienza libri che ho letto blogger scrittori archivio sconsigli di lettura monografie redazione libri erranti gruppo di lettura









Sezione
Bloggerscrittori
del
Il Parnaso Ambulante
Una finestra sempre aperta
del   carrozzone del Parnaso
sui libri pubblicati da scrittori che hanno (anche) un blog


bloggerscrittori
alain g barbato
alberto carollo
annarita migliaccio
antonio zoppetti
autori vari
eloisa di rocco
filippo davoli
francesca mazzucato
giulio mozzi
giuseppe mauro
grazia giordani
manuela mazzi
massimiliano frassi
massimo la spina
paolo galloni
paolo roversi
stefano lorefice












Parola di bloggerscrittore

Brevi considerazioni
sulla scrittura








elenco libri recensiti



redazione ambulante:

Alp
Cigale
Ella
Ipanema
LaSirenetta
Padule
Spuma
319



altri link




blog archivio

oggi
dicembre 2006
giugno 2006
maggio 2006
aprile 2006
marzo 2006
febbraio 2006
gennaio 2006
settembre 2005
agosto 2005
dicembre 2004
novembre 2004
ottobre 2004
settembre 2004
agosto 2004
luglio 2004
maggio 2004




pagine della sezione



counter













sabato, 07 agosto 2004


Bloggerscrittore:francesca mazzucato
 

Il Diario porta la firma di una blogger molto nota tra gli addetti ai lavori soprattutto per l’alta qualità letteraria della sua scrittura, e si sviluppa su due piani di lettura curiosi, divertiti e vivaci da leggere: l’indagine profonda del mondo dei blog con l'intreccio di storie personali, cosa che costituisce la vera essenza del mondo dei blog, e una storia d’amore nell’era di Internet. Piani che s’incrociano di continuo in tutte le 135 pagine del libro.

Nel mondo dei blog il libro è stato accolto in modo altrettanto duplice. I non estimatori l’hanno tacciato di essere un testo pieno di confusione che ne rovina la trama, peraltro annunciata dall’autrice stessa nella presentazione del suo lavoro (“Questo libro racconta una storia d’amore”): una storia di sentimenti mescolata ad un saggio sui blog e sui risvolti psicologici e sociali di questo fenomeno di scrittura in rete. Un percorso appunto considerato “confuso” che si arena senza che la sostanza degli intenti ne venga mai veramente in superficie. Anzi, o peggio, una storia costruita ad arte per far da sfondo alle dissertazioni dell’autrice sulla sua esperienza di blogger. Ogni passo è raccontato nei più minuscoli dettagli, cosa che l’è valsa una seconda critica di eccessiva pedanteria e inconsistenza.

Tra gli estimatori invece, il libro non è stato affatto considerato banale, ma con una trama dal ritmo e dal senso unitario ben definito. Nonché un’operazione editoriale di rara astuzia: indirizzata ad un target ben definito e in voga, di cui ormai parlano tutti i giornali e che ne hanno perfino adottato il nuovo metodo di comunicazione (vedasi i numerosi blog dei giornalisti di Repubblica sulla homepage del giornale), ben costruita anche la copertina, e buona la scrittura che risulta agile, immediata e scorrevole. Il romanzo, alla fine, risulta un bell'intreccio d’impatto scritto in forma diaristica che s’immerge nel mondo dei blog perché non è altro che il libro stesso ad essere un blog in forma cartacea. L’autrice racconta di nomi e indirizzi citando i blogger con cui lei stessa è in contatto, e imbastisce in fondo una trama che la immerge in ciò che è un blog in realtà completamente e visibilmente (vista anche la scansione temporale di ogni “post” scritto nel libro). Questa la linea da seguire per leggerlo senza riscontrare alcun tipo di forzatura o di stonature fra le due apparentemente inconciliabili sezioni criticate da chi ha cestinato il libro come solo un'abile mossa editoriale. In una recensione di Stefano Porro per il sito BlogOltre, infine, è stato scritto che la Mazzuccato “coglie gli aspetti più emotivi dei blog e dei loro autori, mostrando un lato forse sottovalutato. E in questo senso il Diario è femminile come connotazione, ma lo è anche e soprattutto come impostazione, volta senza ripensamenti a suscitare ed a raccontare emozioni, buone e cattive (…) e può essere una base di partenza, perché no?, per un Diario più completo, e complesso, sull'emozionalità dei blog.” Varrebbe la pena scoprire a quali due opposte fazioni aderire, a questo punto.

Un estratto:

Questo sono i blog. Angoli disgustosi o meravigliosi mondi inverosimili dove il pensiero trova strade impreviste, riflette, si allarga, si distoglie, si allontana verso orizzonti impensati e impensabili. (…) La rete democratica e a disposizione, basta allungare una mano. (…) La dimensione a lungo sognata dove esprimere la propria personalità, dove ottenere visibilità e confronto con altri. Conoscere senza conoscere veramente, entrare in contatto evitando il vero contatto con persone dai desideri simili, con gli stessi gusti (…). Ritagli, tracce, confidenze. Tasselli personali e professionali che compongono strani agglomerati. Scorie espulse senza filtro, satira, gossip. Voyeurismo, confidenze visionarie a un audience senza volto (non esiste blog, come non esiste scritto, che possa fare a meno dei lettori), vomiti e vaneggiamenti, interessanti informazioni, tutto. Un tutto contraddittorio, attraente, insidioso, offerto a un universo conosciuto (?) attraverso piccoli contatti, timidi avvicinamenti, provocazioni, una riga aggiunta con rabbia o con leziosa attenzione, una rapida lettura, un passaggio incuriosito, un indugiare furioso, un clic.
E una schiuma. E salita dalle acque di internet, dai fondali profondi. Densa, incontenibile, porosa. E l'onda dei weblog, dei diari dimenticati aperti.


scritto da 319






scritto da redazioneparnaso | 07:27 | commenti (3)

Torna all'inizio