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mercoledì, 17 novembre 2004


Bloggerscrittore:autori vari
 

La notte dei blogger

LA NOTTE DEI BLOGGER

Einaudi Stile Libero Extra
€ 12,50




E’ venuto il momento che anche il parnaso ambulante parli de “La notte dei blogger”, la prima antologia dei nuovi narratori della rete (Einaudi - Stile Libero Extra - a cura di Loredana Lipperini,) contenente racconti di diciannove tra i blogger più celebri e amati.

« Non c’è, né doveva esserci, uno stile unificante. Spicca, nei diciotto blogger scrittori o disegnatori di questa antologia, un ventaglio di scelte amplissimo che va dal racconto di genere alla scrittura visionaria, dalla cronaca reinventata all’apparente neominimalismo, dalla stralunata quotidianità alla narrazione dell’impossibile. Non esiste un passo comune, cosí come non esiste una “generazione blog”: l’età degli autori varia dai sedici ai trentasei, come avveniva nelle radio libere, o in qualsiasi altro mezzo che si sia affacciato, imponendosi rabbiosamente, nel nostro passato recente. In comune, però, ci sono una forza e una coscienza che fanno pensare non a un gruppo chiuso, ma ad affini che si incontrano e si riconoscono come tali ».
(Loredana Lipperini)

Gli impavidi che hanno scelto “la notte” come tema comune per i propri racconti sono:

  • Roberto Moroni (The Petunias), La pagina Quarantanove
    “«Signorina, io la boccio». Sentiva i suoi pensieri echeggiare nell’emiciclo. Ma erano solo pensieri. Avrebbe potuto dirlo, e non poteva. Non erano in sede d’esame. «Signorina, io la boccio» Si riprometteva di farlo al più presto. Bocciarla. Tempo un mese massimo. Quando lei, sfrontata, gli avrebbe consegnato il libretto, negli occhi l’allegra presunzione dell’ignoranza…”

  • Giulia Blasi (Sai tenere un segreto?), Ultima notte in via Zanetti
    “Siamo entrati ufficialmente nell’ultimo giorno. Tutto è stato inscatolato tranne le tartarughe di Simone, che sguazzano meste in due dita d’acqua, come di consueto. Loro non lo sanno, ma da domani si cambia casa, via Zanetti cessa di esistere, goodbye au revoir…”

  • Chiara Li Volti (Parola della Lo), La Morte Creativa ti sorprende di notte, quando meno te lo aspetti, sottoforma di scolopendra
    “Da quando avevo dodici anni, e sognai che le mie tette non sarebbero mai cresciute, decisi volontariamente l’immunità dalla fase REM. A dodici anni smisi di sognare, o quantomeno di ricordare. E il fatto che nel tempo le mie tette non mi siano cresciute, h arafforzato lamia scelta di vita…”

  • Violetta Bellocchio (Se stasera sono qui), Mostra e dimostra
    “Sulla parete vicino al lavandino del bagno c’è un calendario. Sul calendario c’è una croce rossa per ogni giorno senza alcol e una croce nera per ogni giorno senza eroina. Duecentodiciassette croci, moltiplicate per due…”

  • Personalità Confusa, Notte di una domenica in preda alla sindrome del lunedí
    “Ah no, proprio no. Stasera non ci sono per nessuno. Mi faccio la mia bella seratona in casa con seguito di robusta dormita in vista di un lunedì lavorativo che si preannuncia simpaticamente mortale. Oh sì, mi coricherò presto, altroché…”

  • Margherita Ferrari (Underbreath), L’acido del tuo stomaco può fare un buco nel tappeto
    “Un angelo vivisezionato entrò nella mia camera. Le sue ali erano argentate e rilucevano al chiarore lunare. Camminava a qualche centimetro dal suolo, lasciando dietro di sé una scia di sangue e profumo di fiori. Me lo trovai di fronte, dopo che aveva sorvolato distese di cemento e architetture neoclassiche…”

  • Eloisa Di Rocco (La Pizia), E il tram di mezzanotte se ne va
    “Gli anni a cavallo del terzo millennio saranno probabilmente ricordati, fra le altre cose, come gli anni di un nuovo boom delle nascite, una nuova alba per la specie del nostro Paese in via d’estinzione. Tutti figliano. Anche le sedie sono incinte…”

  • Simone Storci (Livefast), Satana ne ha le palle piene
    “Il telefono mi sorprende assetato, a metà strada tra il divano e il frigo. Scelte di vita alle quattro del mattino: non il mio genere. Mi trascino al frigidaire mentre Sirio continua a vociare driiiiin. Lo lascio fare. Prendo una Guinness dal primo ripiano in alto, richiudo il ghiacciogeno, verso la Guinness in un bicchiere acconcio e butto la lattina vuota nella pattumiera sotto il lavello…”

  • Paolo Aldighieri (Eriadan), Da Ovest ad Est
    “Il sole di New York è alto nel cielo. Il sole di Sydney è appena sorto. Il sole di Mosca, ormai da ore, non c’è più… Il sole di Milano, invece, sta tramontando adesso. Pronto ad iniziare un viaggio nella notte…”

  • Gianluca Neri (Macchianera), Nessuno mi può giudicare
    “Tu nemmeno lo sai cos’è un televisore al plasma. A otto anni sai solo che quello in cui vedi la tua immagine riflessa, ma al contrario, è più grande di quello che a casa la fa da padrone in soggiorno. La mamma ti dice anche che è piatto - guarda quanto è piatto, è incredibile, no? - ma tu a quel che vedi ci credi eccome: sei in televisione…”

  • Chiara Fumagalli (Arkangel), Notturno
    “Non so se avete mai osservato un vecchio lampione accendersi al crepuscolo. Dopo centottantadue anni passati a indorare quattro metri di marciapiede piastrellato ha perso interesse per cosa succede lì sotto. Si è lasciato urinare da ottocento cani, è stato sfondato da una Fiat Torpedo e tre autocarri; ha sostenuto due restauri e portato addosso, tra gli altri, un adesivo di Scialpi in concerto che, onestamente, non si meritava…”

  • Roberta Jannuzzi (Robba), Lo spumante nei bicchieri da martini
    “D’accordo, questa non è una storia. Del resto la mia carriera di scrittrice è morta prima ancora di nascere. Hoordinato una minuscola lapide, arriverà in settimana. Fatto sta che il giorno stesso in cui ho trovato un’editore sono stata colta dalla più pallida, muta e paralizzante sindrome del foglio bianco…”

  • Simone C. Tolomelli (Sasaki Fujika), Solo e silenzio
    “Aprire la porta chiusa a chiave, con troppe mandate, e i sacchetti della spesa appesi alle braccia è una faticaccia stupida. Basterebbe appoggiarli e far tutto con più calma. Ma devo sgattaiolare dentro. Una specie di missione, prima che spengano le luci del pianerottolo, o prima che miagoli la Peggy, o che mi squilli il cellulare. Prima di tutta un’altra vita. Devo entrare in casa…”

  • Ilenia Ferrari (Lo scopriremo solo vivendo), Lo scopriremo solo vivendo (Perché vivere con una coinquilina geneticamente modificata è ferino)
    “Sia chiaro, ognuno ha le sue convinzioni: Galileo era eppur certo che la Terra si muovesse, Fleming che la muffa servisse a qualche cosa. San Pietro era sicuro che Gesù fosse il Figlio di Dio, Giuda un po’ meno. O comunque se la sentiva di rischiare…”

  • Manila Benedetto (Princess Proserpina), Io la notte uccido
    “Vivo a Roma. Di giorno sono una cronista. Ho scelto questo lavoro tredici anni fa durante un’alluvione. C’era Andrea Pamparana del Tg5 a infangarsi sulle rive del Po con un microfono in mano e pensai che non era male, che poteva essere divertente. E divertente lo è stato fino a quando non ci ho dovuto vivere…”

  • Chiara Papaccio (Zazie al binario 17), Ultimo venne il Coniglio (perché naturalmente aveva una fifa nera)
    “I sei consigli di Coniglio per una vita migliore. Mi è capitato di chiederglielo una volta, ci conoscevamo da poco: - Conì, perché sono sei e non dieci, o sette, o cinque, o un’altra cifra tonda qualsiasi? - Lui mi ha guardato serio serio, è stato zitto un attimo e poi, come se fossi stato un bambino piccolo, col quale c’è da essere molto paziente: - Perché in quel modo sono capaci tutti…”

  • Emiliano ‘Colas’ Colasanti (Shoegazer), Massimiliano (Gomitolo) Lancioni, In un certo senso il primo giorno è stato un giorno di sole
    “Passeggio per il porticato e l’intervallarsi delle colonne fa assomigliare il percorso allo scorrere di una pellicola. Buio-luce-buio. L’ombra che proietto potrebbe essere di chiunque: il direttore della fotografia di questa mattinata è uno di quelli che non hanno ancora digerito il declino del bianco e nero…”

Va segnalata una delle recensioni più positive e inaspettate, quella di Fabrizio Rondolino su La Stampa:

“La notte dei blogger raccoglie diciassette racconti scritti da altrettanti blogger su invito della curatrice, il cui unico filo conduttore è la notte - regno prediletto degli internauti. Il risultato, naturalmente, è disomogeneo; Lipperini del resto desidera fotografare un fenomeno, non promuovere una nuova scuola di giovani scrittori da sostituire magari agli oramai appassiti «cannibali». Colpisce tuttavia, a proposito di «cannibali», la quasi totale assenza in questi testi del sesso, dell’estremo esibito con voluttuosa precisione, della violenza scrupolosamente descritta. Molti sospettavano che la materia narrativa scelta dai giovani scrittori pulp fosse un trucco per richiamare l’attenzione e nascondere una sostanziale mancanza di talento: La notte dei blogger ne è in qualche modo la conferma, perché i racconti migliori mostrano una consapevolezza letteraria più avvertita e una strumentazione più raffinata, che deve molto alla nuova letteratura americana di Dave Eggers, di David Foster Wallace, degli scrittori raccolti intorno alla rivista di culto McSweeney’s.”
(Fabrizio Rondolino, La Stampa, 3/11/2004)

(su gentile concessione di Macchianera)

scritto da redazioneparnaso | 05:04 | commenti (1)

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