Massimiliano Frassi, bloggerscrittore in questa sezione, è in verità una persona davvero speciale…
Infatti non è solo un Blogger in quanto possiede un blog, che aggiorna periodicamente, non solo per darci dei periodici e salutari “pugni nello stomaco” ma soprattutto, per come la vedo io, per onorare l’undicesimo comandamento: non toccate i bambini.
E non è solo uno scrittore in quanto ha saputo trasformare parte delle sue esperienze e del suo vissuto in parole e immagini, come testimoniano anche i suoi 3 libri, di recente pubblicazione...
E non è facile, per me, presentare in modo degno ed esaustivo Massimiliano Frassi ... perciò mi avvalgo di link e soprattutto di stralci di un'anteprima di un intervista, realizzata da www.qualunquista.splinder.com , che presto verrà pubblicata, con le dovute segnalazioni, in edizone integrale.
D: Come si legge dalla biografia sul tuo blog dopo la laurea ti sei subito dedicato al sociale: dapprima come assistente “per gli adulti”, poi ti sei affacciato sul mondo dei bambini ed hai iniziato la tua crociata contro la pedofilia. Anche se non ci sarebbe motivo di chiedertelo, lo faccio lo stesso: perché?
R: Quanto al “come ho iniziato” ti do una risposta che spero sia la più breve ma la più chiara possibile:quando al giudice Borsellino chiesero ma “signor Giudice, chi gliel’ha fatto fare di occuparsi di mafia?” lui rispose: “ho visto la gente intorno a me morire per colpa della mafia ed ho ritenuto fosse un dovere morale occuparmene”. Togli la parola mafia, metti pedofilia ed hai la mia risposta.
Il vero viaggio di scoperta non consiste nel cercare nuove terre, ma nell'avere nuovi occhi. (Marcel Proust)
Ciò che si percepisce dalla lettura del suo blog e dei suoi libri è un dovere morale, un bisogno di verità.
Massimiliano è una bella persona, che non spreca il suo tempo…
Massililiano Frassi è nato a Lovere (bg) nel 1969, è presidente dell'associazione Prometeo Onlus che da anni si occupa di infanzia
violata, a cui sta dedicando tutte le sue energie.
Il suo primo libro è "i bambini delle fogne di Bucarest – viaggio nell’ultimo girone dell’infanzia violata."
Dopo un viaggio fatto dietro suggerimento di un amico giornalista si è imbattuto in questa realtà che gli è stato poi difficile ignorare.
Non poteva ritornare a casa e lasciare gli orrrori visti relegati all’esperienza di un solo viaggio… e così ha scritto un libro.
Ci sono libri e libri… libri peri viaggiare, libri per volare, libri per addormentarsi , libri per pensare …
E ci sono libri che scoperchiano realtà talmente incredibili e crudeli da sembrare falsi.
Purtroppo tutto ciò che Massimiliano Frassi racconta nel suo primo libro è tutto vero come è stato vero suo viaggio in questa città ormai allo stremo, con i suoi piccoli esseri liberi per strada, fantasmi che vivono nei condotti delle fogne, che sniffano colla, che aspettano il turista-sessuale italiano, tedesco, inglese...
D: Molta attenzione, anche nel tuo libro (“I bambini delle fogne di Bucarest”), l’hai posta alla Romania: come mai? Perché la Romania e non altri paesi, comunque disagiati?
R: Per una di quelle “coincidenze” che poi tanto coincidenze non sono e che hanno costellato tutta la mia “carriera”. Sono approdato quasi per caso in Romania e sono orgoglioso di aver rappresentato con quel libro e con la strada che quel libro ha fatto tutti quei bambini i cui pianti sono stati soffocati dal buio di una fogna, dal peso di un tombino, sotto al quale si arrabattavano per sopravvivere un’ora di più, nel fottuto mondo che non li ha meritati né saputi accogliere. Se dovessi scrivere un nuovo libro che varcasse i confini italiani ti confesso che vorrei scriverne uno sulla tragedia di Beslàn. Sento di avere le parole giuste per raccontare quell’ennesimo oltraggio.
Se qualche ditore fosse interessato...
I bambini delle fogne di Bucarest
Autore, Massimiliano Frassi
Casa editrice, Ferrari grafiche di Clusone
Città pubblicazione, Bergamo
Anno, 2001
Costo euro 12,39 presso librerie ed edicole
E' la prima testimonianza pubblicata in Italia sul problema dei 5000 bambini che vivono in strada nella capitale romena.
Il libro raccoglie molte storie di bambini incontrati a Bucarest e fa luce, con ricchezza di note e documenti, sull'attuale situazione dell'infanzia in Romania. Inoltre, per la prima volta, si parla del ruolo del dittatore Ceausescu, con un apposito capitolo ricco di importanti documenti storici a lui dedicato e tra gli altri temi toccati, si segnala la diffusione dell'AIDS pediatrico in Romania e il problema del turismo sessuale.
Infatti la narrazione, scritta con uno stile secco ed essenziale, si snoda fra cronaca e diario, e non lascia scampo all'angoscia che subito si impadronisce del lettore di fronte alle triste vicende dei bambini e delle famiglie rumene con cui Massimiliano si trova ad avere a che fare. Il Il grigiore livido e squallido che colora le loro esistenze di alterna con il nero, visibile e quasi tattile, della vita sotterranea e notturna di un mondo parallelo, un universo di durissma emarginazione ed esclusione sociale in cui sono costretti a vivere i bambini delle fogne di bucarest, nell'indifferenza delle istituzioni locali e facile preda per ignobili predatori.
Massimiliano è entrato anche negli orfanatrofi di Ceausescu, se si possono chiamare così, dove la signora Ceausescu (provetto medico, si definiva) si divertiva moltissimo ad iniettare ai piccoli il virus dell'aids e poi cercare di guarirli.
D: sicuramente non è da tutti i giorni essere così impegnati in un campo difficile come quello sociale, soprattutto quando riguarda bambini vittime di mostruosità come gli abusi sessuali. Sarai stato messo a dura prova più volte, hai mai pensato di mollare? Come reagisci di fronte a tanta malvagità (perché di questo si parla)?
R: Mentirei se ti dicessi che ogni tanto lo sconforto ha la meglio. Ma aggiungo anche che negli anni mi sono fatto gli anticorpi. Questo non significa abituarsi al dolore né tanto meno divenire più distaccati, significa semplicemente capire che mai in un campo come questo chi fa (e fa tanto!) risulta fastidioso e scomodo. E che un amico (?) perso per strada o una minaccia, o un boicottaggio non sono nulla se paragonati a cosa prova un bimbo incatenato, torturato, spaventato a morte, stuprato……in questo caso un lamento mio equivale ad un futile capriccio!
Per chi voglia conoscere queste realtà il libro di Frassi è, come lui stesso ammette, un pugno nello stomaco del lettore.
D: Cosa pensi che sia necessario per aiutare i bambini vittime degli abusi? Pensi che sia possibile dare loro una vita normale o resteranno segnati in eterno.
R: Tutto l’amore del mondo. Tutto l’amore di cui siamo capaci. Perché se è vero che esistono persone dotate di grande malvagità ne esistono molte di più che possono usare quest’arma, difficile e meravigliosa al tempo stesso, chiamata amore. Siamo una generazione che ha tutti gli strumenti per migliorare il mondo in cui vive e per farsi sentire, e questa nostra conversazione “via blog” ne è un esempio se pensiamo che solo un paio d’anni fa sarebbe stata impossibile. Usiamo allora le nostre forze, il nostro impegno, il nostro lavoro per creare un fronte comune e spazzare via questo male e tutti i suoi derivati. Quanto alle vittime la risposta è sempre e solo che “sì” ce la possono fare e ce la faranno. Serve un giusto mix di aiuto esterno e di forza che solo loro, dovranno e potranno trovare dentro di sé. Perché a volte la vita ti riserva tante di quelle sorprese piacevoli che manco ti immagini. Anche i giorni più neri hanno un angolo, una svolta popolata di tutti i colori del mondo. Chi si fa del male. Chi continua a piangersi addosso. Chi maltratta ed abbruttisce il proprio corpo e la propria anima permette all’abusante di continuare a vivere nel tempo e di sentirsi indistruttibile. Chi invece pur non soffocando né annullando la propria sofferenza, continua a lottare, ma soprattutto ad amare, sperare, vivere, allora ce la farà...
(il ritorno da Bucarest)
"L'uomo che siede accanto a me ha il pizzetto ben curato tinto di biondo, il dopobarba da macho latino, il pacchiano orologio di marca in bella vista, la camicia di seta aperta quanto basta per mostrare il grosso ciondolo d'oro a forma di testa di leone. Ha tutte le carte in regola per starmi sulle palle. Cerca di imbastire una conversazione, ma tu sei distratto e l'aereo sta per decollare.
Chiede: "di che cosa si è occupato lei a Bucarest?"
Rispondi distrattamente, senza collegare la bocca al cervello, come spesso fai, con una sola, ferma parola: "bambini"
e lui:
"ah i bambini, qui sono straordinari, con poco o niente gli fai fare tutto quello che vuoi"
Il suo secondo libro è:"l'inferno degli angeli" e questa volta non parla solo dei relitti rumeni, ma parla anche dei bambini di casa nostra, così vicini a noi, ma in fondo lontani....perchè" intanto che non ci capita"
"se non si abbassa lo sguardo
non si incrocia lo sguardo dei bambini.
I bambini infatti sono più vicini alla terra e, come la terra, vulnerabili e indifesi.
Ma spesso non ci si abbassa per alzare un bambino, per farlo giocare, per aiutarlo a crescere, ci si abbassa per altri motivi".
“Questo libro parla di bambini. Soli. Abbandonati. Violentati. Derubati. Della loro infanzia. Della loro vita. Senza futuro. Per colpa del passato. Di qualcun altro. Bambini con la sigaretta in mano. Il sacchetto della colla. La sifilide. La tigna. L’Aids.
Bambini che vivono nelle fogne. Con i topi. Gli scarafaggi. Gli escrementi.
Randagi come i cani, questi ultimi spesso piu’ bambini di loro”.
Bambini per tutto identici a nostro figlio. Se non fosse per un punto:
“Tuo figlio non ha avuto Ceausescu, il nostro si”.
Uguale espressione. Stessi comportamenti. Ma diverso grado di latitudine e longitudine e per questo, quindi, un tombino come tetto per sopravvivere alla notte”.
L'inferno degli angeli
Autore, Massimiliano Frassi
Casa editrice Ferrari
Città pubblicazione, Bergamo
Anno, 2003
Genere: Storia e documenti, attualità
Costo euro 12,39 presso librerie ed edicole
Anche nella moderna Europa "occidentale" ci sono bimbi che vivono per strada soprattutto nelle periferie delle grandi città come: Milano, Londra, Parigi, ecc. Fino a quando sono bambini non sono pericolosi ma appena crescono e diventano adolescenti cominciano a creare problemi. I ragazzi che vivono per strada diventano violenti soprattutto perché vedono un mondo splendido intorno a loro che non possono avere, toccare. Allora lo rubano, lo uccidono, lo annientano. Invece i bimbi rumeni vivono in quel loro mondo guardando una carcassa di nazione su cui gli stranieri svolazzano come avvoltoi. Bimbi frustrati, abusati, disillusi. Sembra che non ci sia altro da fare che prendersi quel mondo che gli è stato lasciato e cercare in qualche modo di farne parte; anche se costretti ad una vita da topi. Molti in Romania sono andati a portare solidarietà, con camion umanitari, attraverso varie associazioni di volontariato. Altri sono andati in Romania ad aprire fabbriche .
"Ho imparato che dobbiamo circondarci solo di persone pulite,
ce ci arricchiscono in ogni momento.
Sacro patrimonio a cui attingere.
Fonti nesauribili di sogni, speranze e risposte.
Mentre gli altri, gli stupidi e gli invidiosi, verranno automaticamente spazzati via.
Vittime dei propri rancori.
Del proprio egoismo.
Dell’incapacità di controllarsi a non lanciare un coltello alle spalle di chi gli passa accanto.
Loschi traditori, irrimediabilmente condannati a morire,
affogati dal mare di emozioni positive che hanno cercato vergognosamente di inquinare.
Voi no. Voi siete diversi. E mi va di gridarlo a voce alta.
Con tutta la gioia del mondo”.
(tratto da “L’inferno degli Angeli” – Massimiliano Frassi Ferrari Editrice)
«Le anime violate dei bimbi sono il senso della mia vita»
Dall’introduzione dell’autore: «Un nuovo incontro, perché sento di avere un'altra volta qualcosa da dire. Ancora bambini, il senso della mia vita. Ancora le loro anime violate, il senso alla mia Lotta, tornare ad affrontare la pagina bianca per riempirla di scampali di fragili esistenze, col presuntuoso compito di voler far cambiare il corso degli eventi, dirottare le violenze, rifondare i cuori. Parole inequivocabili, fin troppo esplicite, per spingersi laddove nessuno aveva osato andare. Oltre le colonne d'Ercole di un'ipocrita quotidianità...Non potevo partire con questo nuovo viaggio che dai bambini delle foghe di Bucarest. Figli scomodi della vecchia Europa menzognera...Ancora oggi quei bambini reclamano vendetta. Pochi li hanno aiutati. Molti li hanno infangati. Come se non bastasse il vuoto di una famiglia».
Questo libro è uscito in tutta Italia martedì 20 maggio 2003 e segue a quasi due anni di distanza il precedente “I bambini delle fogne di Bucarest”, e si avvale della preziosa prefazione di Maurizio Costanzo e delle splendide fotografie in bianco e nero di Patrizia Riviera. Oltre a “concludere” idealmente il suo viaggio in Romania parlando ancora della situazione dei bambini delle fogne l’autore sposta questa volta l’attenzione sul problema della pedofilia in Italia:
« ... non potevo partire con questo nuovo viaggio che dai bambini delle fogne di Bucarest. Figli scomodi della vecchia Europa menzognera... riparto da lì, da quello che ho lasciato, dai successi e dai rimorsi, dagli obiettivi raggiunti e da quelli naufragati nella calcolata follia di certi assurdi individui, per approdare ai bambini delle fogne di Bergamo, Milano, Torino, Cuneo, Firenze, Bologna, Roma, Napoli, Bari, Palermo, Cagliari, e via dicendo, coprendo l’Italia tutta, una volta tanto veramente unita...»
Sconvolgenti alcuni capitoli dove per la prima volta in modo assolutamente inequivocabile si denuncia, ad esempio, l’orrore della pedofilia in internet o quello dell’abuso familiare, raccontando storie vere di casi seguiti dall’autore.
D: Sempre dalla tua biografia apprendo che hai ricevuto numerosi riconoscimenti, e che stai collaborando con l’attuale Governo per una proposta di legge contro la pedofilia. Ti chiedo, qual è il rapporto che le forze dell’ordine e le istituzioni hanno nei confronti dei pedofili? Come reagiscono?
R: Siamo ancora alla preistoria. Quando il Governo mi ha contattato, scegliendo Prometeo tra tante associazioni e mi ha dato carta bianca per una proposta di legge, pensavo che il lavoro fatto avrebbe messo d’accordo tutti, bianchi e rossi, neri e verdi, destra e sinistra, sopra e sotto. Invece c’è chi ha remato contro ed ha frenato quella che poteva essere una legge a favore dell’infanzia italiana. Quella parte dell’infanzia bistrattata e negata. Mi fa schifo una politica che assegna un colore ed una tessera ad un bambino, tanto quanto quella politica che urla ai 4 venti concetti come “difesa della famiglia”o “tutela dell’infanzia”, ma poi di fronte al primo caso concreto si squaglia come neve al sole. Tornando alla tua domanda non sono in grado di dare una risposta univoca. Varia da istituzione a istituzione ma soprattutto da persona a persona. Lavoro con questure e procure preparatissime (penso a Bergamo, a Milano, a Cuneo, a Roma, a Siracusa giusto per fare alcuni esempi che toccano l’Italia tutta), ma ce ne sono troppe altre dove il tema della pedofilia e degli abusi è affrontato da persone purtroppo non ancora adeguatamente preparate e formate. Lo stesso vale per altre realtà, sia del pubblico che del privato sociale. Per non parlare poi delle associazioni che si occupano di minori, in questo caso preferisco autocensurarmi. Per ora.
Ma forse proprio partendo dalla consapevolezza di questa fragilità, qualità cosÏ umana, si può tentare di costruire qualcosa di buono e di diverso senza sentirsi né martiri, né eroi.

Predatori di Bambini
Il libro nero della pedofilia
Autore, Massimiliano Frassi
Casa editrice Ferrari
Città pubblicazione, Bergamo
Anno, 2005
Genere: Storia e documenti, attualità
Costo euro 10,00
D: La pedofilia, come ogni forma di devianza, è stata a lungo ritenuta una malattia – e spesso questo viene creduto ancora oggi. Quali sono invece i motivi che spingono un pedofilo a compiere atti così vili?R: Il potere. Il totale dominio sulle vittime. L’idea di sentirsi gestore delle loro esistenze. Unico detentore della loro vita. Non a caso l’Fbi dice che l’organo sessuale più sviluppato del pedofilo è il cervello.
D: Come definiresti il tuo odio nei confronti dei pedofili, se ne provi?
R: Non saprei risponderti. E’ un miscuglio di disgusto e ribrezzo, nella sua forma più estrema. Non riesco a guardare a questi soggetti senza pensare a quanto male hanno volutamente fatto. A quanti danni hanno creato. Ed ho un’idea troppo elevata di giustizia per non accettare passivamente che le vite dei bambini siano sconquassate da uno tsunami mentre questi bastardi spesso la facciano franca e di turbamenti non ne abbiano neanche uno.
D: Riprendendo il discorso dei tuoi libri, ultimamente è uscita la tua ultima fatica letteraria, “Predatori di bambini – Il libro nero della pedofilia”. Vuoi parlarcene un po’?
R: E’ il primo pamphlet uscito in Italia sulla pedofilia. Un duro monologo che fotografa in modo chiaro ed impressionante al tempo stesso, quella che al momento è la vera faccia della pedofilia. Una pedofilia organizzata, protetta, forte, che crea per i propri utenti dei bordelli popolati da bambini o che si scambia in internet i peggiori incubi. Spero che “Predatori di bambini” colpisca le coscienze con la stessa forza con cui hanno agito le mie precedenti opere. Affinché le cose comincino a cambiare. Definitivamente.
D: Sicuramente in questo campo ti sarai fatto molti nemici. Sei mai stato minacciato o attaccato? Come si comportano i pedofili sapendo che esisti e che “nuoci gravemente alla loro salute”, come hai scritto sul tuo blog?
R: Secondo la loro natura. Quella di persone che godono imbrogliando un bambino, spogliandolo, torturandolo e raggiungendo l’orgasmo sulla sua pelle. Serve altro…?
D: Esistono vere e proprie “associazioni” di pedofili? Come nascono, come agiscono?
R: Esistono. Alcune sono visibili (con tanto di recapiti e di uffici!) altre più nascoste (soprattutto nel nostro paese), ma volgarmente attive. Danno supporto ai predatori. Cercano di salvare la specie dalla necessarie estinzione. Si scambiano informazioni, avvocati, risorse umane ed economiche. Cercano una legittimazione culturale che giustifichi il male che hanno fatto, che fanno e che faranno.
D: Alleggerendo un po’ il clima, parliamo del tuo blog. Perché hai scelto di scriverne uno? Trovi che ci sia più libertà in rete che sulla carta stampata?
R: Perché ricevevo centinaia di lettere da parte di persone che volevano che scrivessi con maggiore frequenza. E non potendo né volendo fare un libro al mese, ho trovato nel blog una bella soluzione. Impegnativa ma soddisfacente. Molto.
La cosa più incredibile sono le telefonate o le mails che ricevo quando per qualche giorno (solitamente nel periodo delle ferie) non aggiorno il blog, segno che per molti è diventato un punto di riferimento costante. Ci sono cose che ho scritto e che mi piacciono molto, altre che cambierei in toto, altre che sono rimaste nel cassetto. Mi è stato proposto anche un libro che raccogliesse una selezione di articoli e credo che il prossimo anno forse vedrà la luce.
D: Beh, mi sembra di averti fatto molte domande, penso di poter smettere di rubare il tuo tempo e di lasciarti andare, non senza averti profondamente ringraziato per il tempo dedicatomi. E’ stato davvero un piacere parlare con te. Un’ultima domanda: l’anno ormai sta per finire, come vorresti cominciasse quello nuovo? Hai qualche speranza, qualche buon proposito?
R: Credo nonn sia retorica sperare in un calo del lavoro, in un necessario prepensionamento, dettato dal fatto che il problema è debellato o meglio ancora scomparso. Ma visto che ovviamente è un sogno che supera ogni logica auguro a me ed a tutti quelli che con me lavorano di continuare a trovare gli stimoli e la forza a noi necessarie. Mentre ai bambini un mondo popolato solo di belle persone. Dove gli orchi siano disegni dentro ad un libro di favole.
Da far scomparire col solo gesto di voltare una pagina.
Così torno a voi. Con le mie pagine. Scomode e dolorose.
Ma anche necessarie. E, purtroppo per qualcuno, vere.
Grazie per ogni volta che le farete vostre. Che vi commuoverete.
Vi “incazzerete”. Non ci dormirete. Ma poi, raccoglierete quelle lacrime e toglierete il vostro fazzoletto di tasca per provare ad asciugarle.
Riaccendendo così un cuore inaridito. Ridisegnando un flebile sorriso su di un volto spento.
Grazie di cuore a voi che ci siete e ci sarete.
Perché non trionfi la follia.
Ancora insieme.
Dalla parte dei bambini.
Con l’impegno di sempre.
Io sono qui.
Massimiliano Frassi